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Putin punta al rilancio dell'economia

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Venerdi 9 Maggio 2008 – 12:31 – Andrea Perrone stampa
Putin punta al rilancio dell'economia



L’ex capo del Cremlino, Vladimir Putin, è stato confermato alla carica di primo ministro e in un discorso alla Camera bassa del parlamento russo ha sottolineato che sono necessarie per il Paese azioni “pesanti a livello macroeconomico”, ma la Federazione diverrà il leader a livello mondiale nei settori dell’educazione, della salute, delle aspettative di vita, dei redditi e del welfare.
La nomina Putin a primo ministro è stata ratificata dalla Duma di Stato riunita in sessione straordinaria solo il giorno dopo il passaggio delle consegne al Cremlino a Dmitry Medvedev con un voto a grande maggioranza (392 voti favorevoli su 450, 56 contrari, i deputati del Partito comunista) .
“Penso che nessuno abbia alcun dubbio sul fatto che la nostra cooperazione, il nostro tandem, si rafforzerà”, ha dichiarato Medvedev nel suo discorso di presentazione di Putin di fronte ai deputati, oltre i due terzi dei quali del Partito “Russia unita” di cui l’ex presidente è diventato leader. Per il neo-eletto capo del Cremlino Putin giocherà un ruolo chiave nella realizzazione di una serie di programmi per lo sviluppo economico e sociale della Russia fino al 2020. Queste le parole del neo eletto presidente Medvedev durante un discorso pronunciato in parlamento. “Come capo di governo, Putin giocherà un ruolo importante nella loro realizzazione”, ha dichiarato Medvedev in riferimento ai piani per lo sviluppo previsti per i prossimi 12 anni.
Nel suo discorso alla Duma Putin ha chiesto un taglio delle tasse per le compagnie petrolifere, e si è impegnato ad abbassare l’inflazione sotto la soglia del 10% e punta al sorpasso dell’economia russa - negli indici di potere d’acquisto - su quella della Gran Bretagna.
“I profitti delle compagnie petrolifere non sono bassi - ha sottolineato il neo primo ministro - ma lo Stato si prende una parte significativa di questi profitti. Dobbiamo abbassare le tasse di questo settore dell’economia”. Putin ha poi chiesto tagli fiscali anche nei settori dell’educazione e dell’edilizia, spiegando che “dobbiamo tagliare le tasse per aggiungere stimoli allo sviluppo dell’economia”.
L’ex capo del Cremlino ha quindi fatto riferimento all’inflazione, salita nel 2007 all’11,7% e ha invitato a un contenimento dei prezzi: “Il nostro impegno è quello di avere un’inflazione a una sola cifra entro la fine dell’anno”. Putin ha aggiunto che la Russia è diventata un “Paese diverso” dal 1999, quando lasciò l’incarico di primo ministro per diventare presidente della Repubblica, e che è ormai la settima economia mondiale e che, entro la fine dell’anno, punta a superare la Gran Bretagna al sesto posto nelle classifiche del Fondo Monetario Internazionale per il potere d’acquisto dei suoi cittadini. Per quanto riguarda il PIL il Regno Unito è al quinto posto, davanti alla Francia, mentre la Russia è al decimo-undicesimo posto.
Per riuscire a superare la Gran Bretagna, la Russia dovrà migliorare le sue infrastrutture e la sua produttività del lavoro e dovrà avere l’ambizioso obiettivo di diventare il “primo centro finanziario del mondo”. Non basta, Putin ha parlato di “espandere all’esterno il capitale nazionale”, riferendosi agli investimenti di società russe all’estero.
Putin ha anche detto che nel 2007 le società russe non hanno potuto espandersi all’estero per motivi politici. “Lo scorso anno le società russe hanno perso l’occasione di investire nell’economia di vari paesi oltre 50 miliardi di dollari a causa delle restrizioni poste dai partner stranieri. D’altro canto, gli investimenti stranieri in Russia sono dieci volte superiori a quelli delle nostre società all’estero”, ha spiegato l’ex presidente. “I nostri partner non si stancavano di parlare dell’importanza della trasparenza della nostra economia, della liberalizzazione degli investimenti stranieri, e proprio quando le nostre possibilità sono aumentate hanno cominciato a precluderci l’accesso”, ha aggiunto. Il leader russo ha assicurato comunque che il governo continuerà ad incoraggiare gli investimenti della compagnie russe all’estero “per dimostrare che non sono peggiori di quelli provenienti da altri Paesi”. “Le loro grida di preoccupazione, ‘aiuto arrivano i russi’, sono infondate”, ha proseguito Putin. Il leader russo ha concluso il suo intervento affermando che nei prossimi 10-15 anni, la Russia può e deve entrare tra i Paesi leader per la qualità della vita.

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