La Commissione europea ha dato il via libera all’ingresso della Slovacchia nell’eurozona, a partire dal primo Gennaio 2009, al compimento del suo decimo anno dall’introduzione in modo virtuale della moneta unica in undici Paesi europei, avvenuta poi praticamente nel 2002. Bratislava sarà la sedicesima capitale a confluire all’interno di Eurolandia. Il Presidente sloveno ha espresso la sua soddisfazione per l’adempimento dei criteri necessari all’introduzione della moneta unica, da parte della Repubblica slovacca. Gli hanno fatto eco il Ministro delle Finanze e l’attuale Presidente dell’Ecofin, in seguito alla pubblicazione di mercoledì scorso del Rapporto di convergenza da parte della Commissione europea e della Banca Centrale europea (BCE). Il documento ha confermato il raggiungimento, da parte della Slovacchia, dei parametri necessari per convertire la loro valuta nazionale in euro. I principali dubbi relativi all’economia del Paese, emersi dal Rapporto, fanno riferimento all’inflazione a lungo termine e alle previsioni fiscali. Nel mese di marzo, il tasso d’inflazione era del 2.2% (cioè un punto percentuale sotto il “valore di riferimento” del 3,2%, previsto dal Trattato di Maastricht), ma “ci sono considerevoli timori riguardo alla sostenibilità di questo andamento” in futuro, ha avvertito la BCE. Secondo le stime di istituzioni internazionali, infatti, il tasso di inflazione slovacco, nel 2008, potrebbe raggiungere il 3,2-3,8%, e quindi, venire meno al tetto massimo prestabilito. Gli altri cosiddetti “parametri di convergenza” di Maastricht, ossia i criteri quantitativi necessari per poter entrare, e rimanere all’interno dell’eurozona, sono stati pienamente soddisfatti: il deficit, nel 2007, è stato pari al 2,2% e, secondo le previsioni, si ridurrà al 2% entro l’anno. Il rapporto tra debito pubblico e PIL non deve superare la soglia del 60%, e quello slovacco attualmente è a quota 29,4%. A febbraio i tassi d’interesse a lungo termine erano al 4,5%, due punti percentuali in meno rispetto al valore di riferimento fissato dai criteri di Maastricht. Nello stesso periodo hanno mostrato una dinamica essenzialmente analoga a quella dei corrispondenti tassi a lungo termine dell’area dell’euro. Per ciò che concerne la stabilità del tasso di cambio, dal novembre 2005, la corona slovacca è entrata nell’ERM II, il meccanismo di cambio tra l’euro e le valute nazionali partecipanti; il Rapporto di convergenza della Commissione europea ha indicato che, nonostante il forte rialzo del cambio della corona in rapporto al tasso centrale, non vengono segnalate “tensioni gravi”. L’ultima tappa prevista per l’entrata slovacca nell’eurozona, è il vertice dei Capi di Stato e di governo dell’Unione europea prevista per il mese prossimo.
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