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Nato: un'intesa per la futura adesione di Kiev e Tblisi

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Mercoledì 3 Dicembre 2008 – 18:36 – Andrea Perrone stampa
Nato: un'intesa per la futura adesione di Kiev e Tblisi



Dialogo con i Paesi del Mediterraneo, relazioni con l’Egitto, la Slovenia e gli Stati Uniti. È questa l’agenda del primo giorno a Bruxelles con i ministri degli Esteri dei 26 Paesi Nato. Il Mare Nostrum e il Vicino Oriente sono aree di interesse strategico per l’Alleanza Atlantica e l’incontro dei Ventisei ministri con i colleghi di sette Paesi del Dialogo Mediterraneo - Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia - ha aperto la riunione dei responsabili degli Esteri della Nato, ha costituito un’occasione per confermare l’importanza di questa partnership vista in termini strategici. D’altronde gli Usa non possono rinunciare a mantenere il controllo su quest’area considerata strategica per il controllo delle risorse petrolifere, per gli interessi geopolitici della diplomazia del dollaro e per la sopravvivenza dell’entità sionista.
In particolare, alla Nato, si è pensato a sfruttare pienamente tutte le opportunità offerte dalla Nato Training Cooperation Initiative che mira all’addestramento delle forze di sicurezza locali per la lotta al “terrorismo”, e all’uso intensivo dei finanziamenti previsti dai trust fund.
Non sono mancate naturalmente alcune anticipazioni riguardo ai temi che verranno trattati oggi, ovvero l’ingresso di Ucraina e Georgia in seno all’Alleanza Atlantica.
A farsi paladino degli interessi di Washington è stato il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, che ha voluto sottolineare la necessità per la Nato di discutere il rafforzamento della cooperazione e degli aiuti a Ucraina e a Georgia, senza insistere sull’accordo di pre-adesione definito Membership Action Plan (Map). Un escamotage per evitare l’opposizione di alcuni membri della Nato come Germania, Francia e Italia assolutamente contrari alla proposta.
Tuttavia Miliband fa orecchie da mercante. Infatti il solerte ministro del Foreign Office ha osservato, parlando con i giornalisti al suo arrivo a Bruxelles, che “a Bucarest, i capi di governo sono arrivati a conclusioni molto chiare lo scorso aprile, affermando chiaramente che questi paesi, Ucraina e Georgia, dovranno diventare un giorno membri”. Lo aveva già annunciato nei giorni scorsi il segretario di Stato uscente degli Usa, Condoleezza Rice (nella foto a destra con Miliband), ricordando che Londra aveva avanzata una proposta in tal senso.
“La questione oggi non è il Map, la questione è come sviluppare e portare avanti l’accordo tra i capi di governo. Penso che il modo migliore di fare questo è lavorare nelle commissioni Nato Ucraina e Nato Georgia dove potere fare passi avanti importanti”, ha proseguito Miliband. Da aprile, la situazione si è ulteriormente complicata, a causa del conflitto russo-georgiano e delle divisioni interne all’Ucraina, ed il fronte dei Paesi contrari al Map si è ulteriormente allargato. Gli Usa, su proposta della Gran Bretagna, hanno suggerito un compromesso che prevede di bypassare il Map e concentrare la cooperazione e l’aiuto ai due ex Stati sovietici all’interno delle rispettive commissioni Nato-Ucraina e Nato-Georgia. La proposta è malvista dalla Germania - a cui si è accodata anche l’Olanda - in quanto teme che la rinuncia al Map rappresenti una scorciatoia verso l’adesione di Kiev e Tbilisi. Alla fine però si è giunti ad un compromesso in attesa della riunione di oggi. Con l’accordo, i quattro ministri di Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito si sono detti pronti ad approfondire l’integrazione di Tbilisi e Kiev attraverso le rispettive commissioni bilaterali senza pregiudicare però un successivo utilizzo dell’accordo di pre-adesione. La proposta deve ancora essere esaminata dagli altri 22 alleati, tra cui l’Italia, che secondo altre fonti non avrebbe gradito l’esclusione da queste trattative.

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