Un leggerissimo vento rosa soffia sul IV governo Berlusconi: appena quattro dicasteri, di cui due senza portafoglio alle giovanissime Giorgia Meloni e Mara Carfagna, rispettivamente alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità, e due con portafoglio, con Stefania Prestigiacomo all’Ambiente e Mariastella Gelmini alla Pubblica istruzione. Colpisce, nella scelta del Cavaliere, più l’azzardo compiuto puntando sull’ex-showgirl di trentadue anni piuttosto che la scelta di una giovane ma preparata e determinata Giorgia Meloni, che sebbene nata alla fine degli anni ’70 è già stata vicepresidente della Camera. Il passato della Carfagna, invece è più disseminato di “comparsate” televisive piuttosto che di robuste e significative esperienze politiche. Nel suo curriculum spiccano recitazione e pianoforte, una partecipazione a miss Italia e molteplici apparizioni sul piccolo schermo; entrata a Montecitorio però ha cambiato stile, dando un’immagine di sé più austera e professionale, con tanto di tailleur pivettiano. Laureata in giurisprudenza, è alla guida di “Azzurro Donna”, l’organizzazione femminile nata in seno a Forza Italia. Alle politiche del 2006 venne eletta alla Camera, a quelle del 2008 è stata candidata dal Popolo delle libertà nel collegio Campania 2, diventando deputata per la seconda volta. Giorgia Meloni, invece, è militante in politica da quando aveva quindi anni ed ha fondato ancora adolescente il coordinamento studentesco “Gli Antenati”, per contestare l’allora ministro della Pubblica istruzione Rosa Russo Iervolino, era la fine degli anni ‘90. Successivamente è stata responsabile nazionale del movimento studentesco di Alleanza nazionale “Azione studentesca”. Dal 1998 al 2002 è stata consigliere della Provincia di Roma. Nel 2001 Gianfranco Fini, intuendo le sue doti, la nominò coordinatrice del comitato di reggenza nazionale di Azione giovani. Il suo impegno verrà premiato con la nomina a presidente del movimento nel 2004 e l’elezione alla Camera dei deputati nel 2006; anno in cui fu gratificata anche con la vicepresidenza della Camera. La sua nomina a ministro è stata molto apprezzata da Azione universitaria Roma che, per bocca del suo presidente Simone Pelosi, ha dichiarato: “Giorgia Meloni è la dimostrazione che persone valide e giovani vengono premiate con ruoli di responsabilità”. Per quanto concerne i dicasteri con portafoglio la Prestigiacomo è andata all’Ambiente, posto tanto bramato e mai ottenuto da Michela Brambilla, che è rimasta a bocca asciutta. Siciliana, ha un passato da presidente del gruppo Giovani imprenditori di Siracusa, ed è l’unica tra le nominate a poter vantare una precedente esperienza ministeriale: tra il 2005 ed il 2006, infatti, era al dicastero senza portafoglio delle Pari opportunità. Alla Camera dal 1994 è stata componente della commissione Lavoro, nonché di quella speciale per l’Infanzia e membro supplente del Consiglio d’Europa e dell’Ueo. Riconfermata nel 1996 e nel 2001 divenne famosa nel 2005 quando condusse la battaglia per le quote rosa e assunse posizioni anche non in linea col partito, come quelle sulla Legge 40. Nonostante la sua indiscussa esperienza politica, non si può fare a meno di domandarsi quali possano essere le sue competenze tecniche sui temi ambientali, soprattutto alla luce dell’emergenza rifiuti, che pone l’Italia al centro delle attenzioni mediatiche di tutto il mondo. Non sembra preoccuparsene troppo Fabio Granata, responsabile delle politiche culturali di via della Scrofa il quale, piuttosto, afferma:“La nomina di Stefania Prestigiacomo all’Ambiente rappresenta una garanzia di sensibilità sui temi della tutela paesaggistica e della sostenibilità ambientale”. Il Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, tiene invece a sottolineare che la neoministra è stata uno dei pochi parlamentari del Pdl che, prima delle elezioni, ha sottoscritto il patto per l’ambiente che l’associazione aveva sottoposto a tutti i candidati. Ed infine Mariastella Gelmini alla Pubblica istruzione. L’avvocato trentacinquenne, cattolicissima, fece il suo esordio in Forza Italia a 21 anni. E’ stata presidente del Consiglio Comunale di Desenzano all’età di 25 anni e nel 2005 Silvio Berlusconi le affidò il delicato compito di Coordinatrice di Forza Italia in Lombardia. Non risulta particolarmente gradita ai sindacati e alla sinistra ormai extraparlamentare dal momento che, nella passata legislatura, presentò una proposta di legge sulla pubblica amministrazione e sulla scuola in particolare, proponendo che gli aumenti di stipendio per i docenti scattassero non in automatico col passare degli anni, bensì in base ai meriti. Presumibilmente avremo ben cinque anni per giudicare l’operato delle neo-ministre perché, a differenza del Governo Prodi, questo sembra destinato a durare. A loro è comunque affidato un compito molto complicato: aprire la strada ad altre donne che sappiano meritarsi sul campo incarichi ministeriali senza dover ripiegare sulle quote rosa che sanno tanto di contentino e riserva indiana.
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